lunedì 23 aprile 2012
l'amore
L'amore è un sentimento intenso e profondo di affetto, simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto o verso un concetto, un ideale. Oppure, può venire definito sotto un altro punto di vista (scientifico), un impulso dei nostri sensi che ci spinge verso una determinata persona
RAGAZZI INSOMMA L'AMORE è BVELLISSIMO ANCHE SE FA SOFFRIRE MA MI VORREI RACCOMANDARE AI RAGAZZI ASCOLTATE QUESTA CANZONE E DEDICATELA ALLE RAGAZZE :)
la chitarra eletrica
LA CHITARRA ELETRICA
La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni e non a quella degli elettrofoni come a volte viene classificata poiché il suono è generato dalla vibrazione delle corde e amplificato successivamente.In una chitarra acustica il suono dipende dalla risonanza prodotta nella cassa cava dello strumento e indotta dalle oscillazioni delle corde; la chitarra elettrica invece è uno strumento pieno e rigido per cui non c'è alcuna risonanza della cassa. Le oscillazioni delle sei corde metalliche sono captate da un microfono elettrico che invia segnali a un amplificatore e a un gruppo di altoparlanti. Il filo che collega lo strumento all'amplificatore è arrotolato attorno a un piccolo magnete; il suo campo magnetico induce un polo nord e un polo sud nella parte di corda metallica sopra il magnete, perciò questa parte della corda ha un proprio campo magnetico. La corda, per suonare, viene fatta vibrare e il suo moto relativo alla spira cambia il flusso del campo magnetico attraverso la spira stessa, inducendovi una corrente. Quando la corda oscilla avvicinandosi e allontanandosi dalla spira, la corrente indotta cambia verso con la stessa frequenza delle oscillazioni della corda, inviando così il segnale di frequenza dell'oscillazione all'amplificatore e all'altoparlante.

MA VE LO SIETE MAI CHIESTO CHE DIFFERENZA C'è TRA LA CHITARRA CLASSICA E QUELLA ELETRICA? ECCO LA RISPOSTA
La differenza principale non risiede nella presenza o assenza di un sistema di elettrificazione/amplificazione (anche le chitarre classiche possono essere amplificate!), bensì in diversi fattori:
- La classica è generalmente dotata di una cavità al suo interno (la cassa) che consente al suono di essere amplificato. Alcune elettriche possono anche avere delle cavità interne più o meno grandi (chitarre hollow o semi-hollow) ma sono sempre progettate per far sì che il suono venga amplificato da un sistema di amplificazione esterno.
- Le corde della chitarra classica sono in nylon, ed hanno caratteristiche sonore e tattili ben diverse di quelle di un'elettrica, che sono di metallo.
- il manico di una chitarra classica è in genere più largo e più alto di quello di una chitarra elettrica, inoltre la tastiera è piatta, mentre sulle elettriche ha un raggio di curvatura più o meno elevato a seconda dei modelli.
- la chitarra classica in genere si suona utilizzando, per quanto riguarda la mano destra, le dita (almeno nell'impostazione classica...poi ognuno è libero di suonarla come vuole!). Nell'elettrica in genere si utilizza un triangolino (di materiale plastico) detto plettro o penna.
Modo di suonare, sonorità, tecniche, stili ed applicazioni sono in genere molto diversi, così come forma e dimensioni di manico e corpo, ma entrambi gli strumenti utilizzano la stessa accordatura standard, pertanto non è raro trovare musicisti che riescono ad esprimersi altrettanto bene con entrambi i tipi di strumento
La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni e non a quella degli elettrofoni come a volte viene classificata poiché il suono è generato dalla vibrazione delle corde e amplificato successivamente.In una chitarra acustica il suono dipende dalla risonanza prodotta nella cassa cava dello strumento e indotta dalle oscillazioni delle corde; la chitarra elettrica invece è uno strumento pieno e rigido per cui non c'è alcuna risonanza della cassa. Le oscillazioni delle sei corde metalliche sono captate da un microfono elettrico che invia segnali a un amplificatore e a un gruppo di altoparlanti. Il filo che collega lo strumento all'amplificatore è arrotolato attorno a un piccolo magnete; il suo campo magnetico induce un polo nord e un polo sud nella parte di corda metallica sopra il magnete, perciò questa parte della corda ha un proprio campo magnetico. La corda, per suonare, viene fatta vibrare e il suo moto relativo alla spira cambia il flusso del campo magnetico attraverso la spira stessa, inducendovi una corrente. Quando la corda oscilla avvicinandosi e allontanandosi dalla spira, la corrente indotta cambia verso con la stessa frequenza delle oscillazioni della corda, inviando così il segnale di frequenza dell'oscillazione all'amplificatore e all'altoparlante.
MA VE LO SIETE MAI CHIESTO CHE DIFFERENZA C'è TRA LA CHITARRA CLASSICA E QUELLA ELETRICA? ECCO LA RISPOSTA
La differenza principale non risiede nella presenza o assenza di un sistema di elettrificazione/amplificazione (anche le chitarre classiche possono essere amplificate!), bensì in diversi fattori:
- La classica è generalmente dotata di una cavità al suo interno (la cassa) che consente al suono di essere amplificato. Alcune elettriche possono anche avere delle cavità interne più o meno grandi (chitarre hollow o semi-hollow) ma sono sempre progettate per far sì che il suono venga amplificato da un sistema di amplificazione esterno.
- Le corde della chitarra classica sono in nylon, ed hanno caratteristiche sonore e tattili ben diverse di quelle di un'elettrica, che sono di metallo.
- il manico di una chitarra classica è in genere più largo e più alto di quello di una chitarra elettrica, inoltre la tastiera è piatta, mentre sulle elettriche ha un raggio di curvatura più o meno elevato a seconda dei modelli.
- la chitarra classica in genere si suona utilizzando, per quanto riguarda la mano destra, le dita (almeno nell'impostazione classica...poi ognuno è libero di suonarla come vuole!). Nell'elettrica in genere si utilizza un triangolino (di materiale plastico) detto plettro o penna.
Modo di suonare, sonorità, tecniche, stili ed applicazioni sono in genere molto diversi, così come forma e dimensioni di manico e corpo, ma entrambi gli strumenti utilizzano la stessa accordatura standard, pertanto non è raro trovare musicisti che riescono ad esprimersi altrettanto bene con entrambi i tipi di strumento
il piccolo principe
Un pilota di aereo, precipitato nel deserto del Sahara, incontra un bambino semplice, che gli chiede "Mi disegni una pecora?". Stupito, per la situazione in cui si trova, il pilota non capisce il perché di questa ed altre richieste strane del bambino. Questi, poco per volta, dice di essere il principe di un lontano asteroide, sul quale abita solo lui e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama.
Il piccolo principe racconta che, nel vagare per lo spazio, ha conosciuto diversi personaggi strani, che gli hanno insegnato qualche cosa. La cura per la sua rosa lo ha fatto soffrire molto, perché spesso questa si è mostrata scorbutica. Ora però che è lontano, il piccolo Principe scopre piano piano che le ha voluto bene, e che anche lei gliene voleva. Purtroppo però non si capivano. Il piccolo Principe, proveniente dall'asteroide B612, aveva bisogno della pecora per farle divorare gli arbusti di baobab prima che crescessero e soffocassero il suo pianeta.
E da qui inizia il racconto dei pianeti che il piccolo Principe ha visitato, con gli strani personaggi che li abitano. Da ciascuno di essi il piccolo principe se ne va con l'idea che i grandi siano ben strani, e con un piccolo insegnamento per sé:
un pigro, che ha trascurato i baobab del proprio pianeta da piccoli, ha scoperto che se si lasciano crescere i baobab, questi soffocano tutto quello che c'è;
il signor Cremisi, su un altro pianeta, ha passato la vita a contare le stelle, allo scopo di diventare più ricco e comprare altre stelle, senza amare nessuno, ripetendo come un fungo: "Io sono una persona seria";
un vecchio re solitario, che si crede onnipotente, cerca di farlo suo ministro, dando ordini solo in modo da essere sempre ascoltato;
un vanitoso chiede solo di essere ammirato e applaudito, senza ragione;
un ubriacone beve per dimenticare la vergogna di bere;
un uomo d'affari che passa i giorni a contare le stelle,credendo che siano sue.
un lampionaio deve accendere e spegnere il lampione del suo pianeta ogni minuto, perché il pianeta gira a quella velocità; per quest'uomo il piccolo Principe prova un po' di ammirazione perché è l'unico che non pensa solo a se stesso;
un geografo sta seduto alla sua scrivania ma non ha idea di come sia fatto il suo pianeta, perché non dispone di esploratori da mandare ad analizzare il terreno e riportare i dati.
Questi consiglia al piccolo Principe di visitare la Terra, sulla quale finalmente il nostro protagonista giunge, con grande stupore per le dimensioni e per la quantità di persone. Il suo primo incontro, nel deserto, avviene con un serpente, simbolo della morte, che però è vista in senso positivo, come l'inizio di un viaggio. Proseguendo con il suo viaggio, egli incontra un piccolo fiore, delle alte cime, ed infine un giardino pieno di rose fiorite. La sua rosa aveva raccontato al piccolo Principe di essere l'unica di quella specie in tutto l'universo, e quindi egli rimane molto deluso da questa scoperta. Ma non fa in tempo a pensarci molto, che compare una piccola volpe, che gli chiede di essere addomesticata e di essere sua amica. La volpe parla a lungo con il principe dell'amicizia, della sua rosa, che in realtà è unica al mondo per le cure e l'amore che lui le ha prodigato; poi, alla fine del loro incontro, gli rivela il suo segreto: "Non si vede bene che col cuore; l'essenziale è invisibile agli occhi".
Il principe incontra poi un indaffarato controllore, che non sa giustificare la ragione per cui la gente va avanti e indietro sempre di fretta; l'ultimo interessante incontro è con un venditore di pillole che calmano la sete, facendo risparmiare un sacco di tempo. Dopo aver ascoltato tutto il racconto del piccolo principe, il pilota non è riuscito a riparare l'aereo e ha terminato la scorta d'acqua. Ecco allora la proposta assurda e ingenua del bambino: "Anch'io ho sete… cerchiamo un pozzo…".
Dopo una giornata di cammino, i due si fermano stanchi su una duna ad ammirare il deserto nella notte, bellissimo nella sua maestosità, ma bellissimo soprattutto perché "ciò che abbellisce il deserto", disse il piccolo Principe, "è che nasconde un pozzo in qualche luogo…". Di qualunque cosa si tratti, quello che fa la sua bellezza è invisibile. Con in braccio il bambino addormentato, il pilota cammina tutta la notte, e finalmente all'alba scopre il pozzo. "Un po' d'acqua può far bene anche al cuore" commenta il piccolo Principe, e bevono entrambi con gioia. Il pilota torna al lavoro al suo apparecchio, e la sera seguente ritrova il piccolo Principe ad attenderlo su un muretto accanto al pozzo, mentre parla con il serpente che aveva incontrato. Il piccolo Principe tornava lì, dopo un anno dall'arrivo sulla terra, per tornare al suo pianeta. Il serpente, con il suo morso, era il mezzo per potersi liberare del corpo, troppo pesante per arrivare così lontano. E così, nella notte, in una scena struggente, il piccolo Principe fa il grande passo per ritornare dalla sua rosa. Il suo corpo cade a terra, esanime, ma "sarà come una vecchia scorza abbandonata". Ancora una volta, "l'essenziale è invisibile agli occhi".
E il piccolo Principe così, forse, ritorna dalla sua rosa, con la pecora, la scatola e la museruola. E lascia in regalo al pilota il suo sorriso, il suo messaggio, e un mare di stelle da guardare, sapendo che lassù, da qualche parte, un piccolo Principe sta prendendosi cura della sua rosa.
ECCO qua questo è il più bel sentimento . Gli amici non possono eseere considerati per un giorno e basta ma per tutta la vita .....
Mi raccomando ricorda questa frase "l'essenziale è invisibile agli occhi"
Per concludere vorrei mettere un video dedicato a questo ragazzo dai riccioli d'oro
lunedì 16 aprile 2012
il mio stumento musicale
LA CHITARRA
La chitarra è uno strumento a corde pizzicate quindi con le dita o con il plettro xD
le corde della chitarra corrispondono alle seguenti note
--------------- mi
--------------- si
--------------- sol
--------------- re
--------------- la
--------------- mi
le corde della chitarra corrispondono alle seguenti note
--------------- mi
--------------- si
--------------- sol
--------------- re
--------------- la
--------------- mi
La chitarra è uno strumento musicale cordofono, che viene suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.
Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra del piano armonico che, a sua volta, poggia sulla cassa armonica che amplifica il suono. Le corde sono tese tra il tiracorde, fissato sul ponticello, ed il capotasto, essendo fissate tra il ponticello e le meccaniche poste sulla paletta. Sul manico, la tastiera consente di accorciare la lunghezza della parte di corda vibrante e di suonare la nota o le note desiderate premendo la corda stessa appena dietro il rispettivo tasto.
La chitarra ha origine non dal liuto, al contrario di quanto alcuni suppongono erroneamente, ma dalla chitarra barocca.
La chitarra di tipo spagnolo o andaluso ha sei corde, ma spesso esistono delle variazioni, ad esempio in Brasile è in uso un tipo di chitarra a 7 corde. Un'altra variazione comune è la chitarra a dodici corde, che però porta la medesima accordatura replicata in ottava da corde accoppiate più sottili. L'accordatura più comune, nota come accordatura spagnola, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi dalla corda più acuta alla più grave. Questa accordatura, in cui l'intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta terza corda, che distano , si è imposta per ragioni storiche e per la sua praticità nel formare accordi mediante posizioni della mano sinistra non complicatissime. Esistono anche accordature alternative, ad esempio l'accordatura sarda, in cui le corde a vuoto suonano un Do maggiore, e le accordature aperte. Queste accordature vengono usate in alcuni particolari generi musicali. Inoltre molti compositori prescrivono particolari accordature per l'esecuzione di singoli brani.
Di solito la mano sinistra preme le corde sul manico, mentre la destra pizzica le corde facendole vibrare. Esistono tuttavia esempi di chitarristi che tengono il manico con la mano destra; alcuni di questi scelgono di non invertire nemmeno l'ordine delle corde.
MA che cos'è un plettro???
scopriamolo subito!!
Il plettro (o penna)[1] è un piccolo strumento utilizzato per sollecitare o pizzicare le corde di uno strumento musicale. Nel caso di strumenti portatili come chitarre e mandolini il plettro è costituito da un oggetto non facente parte dello strumento tenuto fra il pollice e l'indice del musicista, utilizzato per sollecitare le corde in senso ascendente e discendente. Invece, nel caso dei clavicembali il plettro fa' parte dello strumento.E gli ACCORDI ??? cosa sono ???
si definisce accordo la combinazione di due o più intervalli armonici ordinati per intervalli di terza, e non solo, ove per combinazione (detta anche sovrapposizione) di due intervalli armonici si intende la loro simultaneità ed il fatto di avere in comune la nota di altezza intermedia tra le rimanenti, come ad esempio:
I suoni che costituiscono un accordo vengono contati una sola volta a prescindere dall'ottava a cui appartengono; ad esempio, i tre accordi mostrati qui di seguito sono accordi di tre suoni essendo composti, a varie altezze, dalle note do, mi e sol:si definisce accordo la combinazione di due o più intervalli armonici ordinati per intervalli di terza, e non solo, ove per combinazione (detta anche sovrapposizione) di due intervalli armonici si intende la loro simultaneità ed il fatto di avere in comune la nota di altezza intermedia tra le rimanenti, come ad esempio:
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potrà sembrare tutto difficile ma quando poi ascolti quel suo suono così dolce nn resisti più !!!la chitarra è uno stumento FANTASTICO!!
il flauto magico
LA TRAMA
IL FLAUTO MAGICO
Il principe Tamino si smarrisce in un bosco. Un drago gli attenta la vita e sviene, ma tre Ancelle, al servizio della Regina della Notte, uccidono il drago.
Quando rinviene si trova davanti uno strano personaggio. E' Papageno, uccellator di corte, al servizio della Regina della Notte e della principessa Pamina, che mostra un'immagine della principessa a Tamino che subito si innamora. Papageno si vanta anche con il principe di aver ucciso il mostro, ma con la loro irruzione, le tre Ancelle puniscono Papageno e introducono Tamino alla Regina della Notte.
La Regina della notte, con voce suadente, gli racconta che sua figlia Pamina è prigioniera del re Sarastro e gli promette, che se la salverà, diventerà sua sposa.
Tamino accetta, ma vuole al suo fianco Papageno, che viene liberato dal lucchetto impostogli dalle Ancelle che, dopo aver consegnato ai due un flauto magico e un flauto di Pan, svaniscono. I due partono alla volta del Castello di Sarastro.
Al castello frattanto la principessa Pamina viene raggiunta da Papageno che le svela la storia del principe Tamino e la sua missione per salvarla. Ma Tamino si è sperso nel bosco e chiede aiuto al suo flauto magico, che gli svela la strada per il castello.
Al castello intanto il re Sarastro spiega alla Principessa che in realtà è sua madre sta tentando di ingannarla, ma lei non ci crede e svela a Tamino che Sarastro non la tiene prigioniera, come pensava il principe.
L'irruzione della Regina della Notte e il confronto diretto con Sarastro, scoprono, davanti ai due innamorati, le vere intenzioni della Regina, che si vendica con una maledizione perché nessuno più crede in lei: Tamino se uscirà dal castello morirà e Pamina non si sposerà mai.
Sarastro però riesce a modificare la maledizione: Tamino, per uscir vivo dal castello, dovrà superare due difficilissime prove: attraversare il divampare delle fiamme di un fuoco spaventoso e superare la terribile irruenza dell'acqua di un fiume in piena.
Tamino con molta difficoltà, e grazie al suo flauto magico, supera le due prove e i due innamorati, con smacco della Regina della Notte, vissero felici e contenti.
opera di MOZART
Quando rinviene si trova davanti uno strano personaggio. E' Papageno, uccellator di corte, al servizio della Regina della Notte e della principessa Pamina, che mostra un'immagine della principessa a Tamino che subito si innamora. Papageno si vanta anche con il principe di aver ucciso il mostro, ma con la loro irruzione, le tre Ancelle puniscono Papageno e introducono Tamino alla Regina della Notte.
La Regina della notte, con voce suadente, gli racconta che sua figlia Pamina è prigioniera del re Sarastro e gli promette, che se la salverà, diventerà sua sposa.
Tamino accetta, ma vuole al suo fianco Papageno, che viene liberato dal lucchetto impostogli dalle Ancelle che, dopo aver consegnato ai due un flauto magico e un flauto di Pan, svaniscono. I due partono alla volta del Castello di Sarastro.
Al castello frattanto la principessa Pamina viene raggiunta da Papageno che le svela la storia del principe Tamino e la sua missione per salvarla. Ma Tamino si è sperso nel bosco e chiede aiuto al suo flauto magico, che gli svela la strada per il castello.
Al castello intanto il re Sarastro spiega alla Principessa che in realtà è sua madre sta tentando di ingannarla, ma lei non ci crede e svela a Tamino che Sarastro non la tiene prigioniera, come pensava il principe.
L'irruzione della Regina della Notte e il confronto diretto con Sarastro, scoprono, davanti ai due innamorati, le vere intenzioni della Regina, che si vendica con una maledizione perché nessuno più crede in lei: Tamino se uscirà dal castello morirà e Pamina non si sposerà mai.
Sarastro però riesce a modificare la maledizione: Tamino, per uscir vivo dal castello, dovrà superare due difficilissime prove: attraversare il divampare delle fiamme di un fuoco spaventoso e superare la terribile irruenza dell'acqua di un fiume in piena.
Tamino con molta difficoltà, e grazie al suo flauto magico, supera le due prove e i due innamorati, con smacco della Regina della Notte, vissero felici e contenti.
opera di MOZARTI Personaggi principali:
Tamino - giovane principe egiziano
Pamina - Figlia della Regina della Notte
Astrifiammante - Regina della Notte, madre di Pamina
Tamino - giovane principe egiziano
Pamina - Figlia della Regina della Notte
Astrifiammante - Regina della Notte, madre di Pamina
Sarastro - Gran Sacerdote del regno della Saggezza
Pappageno - Uomo - Uccello
Monastatos - Moro, carceriere di Tamina



ùECCO A VOI ALCUNE RAPPRESENTAZIONI DI PERSONAGGI
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